DataChronic | Industria 4.0: innovazione in Italia
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Industria 4.0: innovazione in Italia

Il termine Industria 4.0 è stato usato per la prima volta durante la Fiera di Hannover del 2011, per indicare il lento e inesorabile cambiamento in atto nel mondo del lavoro, attraverso l’inserimento dell’automazione nei processi lavorativi.

Le macchine affiancano l’uomo fin dalla Prima Rivoluzione Industriale del XVIII secolo, e si sono via via perfezionate nel corso delle successive Rivoluzioni Industriali (XIX e XX secolo) con l’avvento della produzione di massa e con l’introduzione dell’elettronica e dell’informatica. Il periodo di innovazione che stiamo vivendo ci porterà ad una sinergia tra l’operatore umano e la macchina e un’interconnessione tra le macchine stesse. Questa evoluzione si tradurrà in un aumento della produttività, una riduzione dei costi e la creazione di nuove figure professionali specializzate, a fronte della scomparsa di alcune mansioni dedicate ai lavori ripetitivi e dispendiosi energicamente ed economicamente.

Il timore che l’introduzione delle macchine nel mercato del lavoro divenga la principale causa di licenziamenti e disoccupazione è stato la spinta che ha avviato diversi studi di settore, volti all’analisi dell’impatto sociale e culturale che dispositivi performanti portano con sé. I risultati sembrano essere positivi: già in passato ci sono stati casi in cui le preoccupazioni si sono rivelate infondate.

Il numero degli sportelli bancomat negli Stati Uniti è cresciuto da centomila a 400 mila tra il 1995 e il 2010, perché meno costosi dello stipendio di un cassiere, che tuttavia rimaneva una figura necessaria. Con meno costi per le banche, il numero delle filiali aperte nel Paese è andato via via crescendo, creando di fatto un aumento dell’occupazione dei cassieri di banca, grazie all’aumento di produttività dovuto all’automazione.

Nell’era dell’Internet delle Cose, assistiamo all’avvento della smart factory, composta da tre aspetti principali:

  • Smart production, le nuove tecnologie che permettono la collaborazione tra operatore, macchine e strumenti;
  • Smart services, l’integrazione di sistemi, aziende e strutture esterne;
  • Smart energy, le medesime tecnologie ma con un occhio di riguardo per il risparmio energetico.

Se queste novità andranno ad intaccare i settori amministrativi e una parte dei settori produttivi, verranno invece create nuove opportunità in campo finanziario, informatico e ingegneristico.

Anche in Italia cresce la richiesta da parte delle aziende di ingegneri, analisti e designer 3D.

Questi dati positivi sono sintomo di una società in rapida evoluzione, anche grazie alla promulgazione del Piano Nazionale Industria 4.0 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. La manovra prevede incentivi alle aziende che hanno intenzione di investire nell’automazione, in prospettiva di benefici quali flessibilità, velocità, produttività, qualità e competitività del prodotto, per un periodo che va dal 2017 al 2020.

La norma della Legge di Stabilità che si occupa di questo settore (commi da 8 a 13) prevede una proroga del super-ammortamento, risalente al 2016, del 140% sugli investimenti in macchinari, e un nuovo iper-ammortamento al 250% per chi investe in digitalizzazione.

Se la IV Rivoluzione è ufficialmente nata in Germania, col piano industriale del governo tedesco del 2011, di fatto l’Italia sta tenendo il ritmo della rapida crescita economica nel settore tecnologico, aprendosi alle ottime prospettive di crescita occupazionale e preparandosi ad affrontare gli effetti sulla società.

Industria 4.0 è una sfida che l’Italia si prepara a raccogliere, proiettandosi verso il futuro e candidandosi ad occupare un posto concreto nelle filiere europee e mondiali.

Guarda il video realizzato da Confindustria, che racconta in maniera breve ed efficace i temi trattati in questo articolo.